mercoledì 13 giugno 2007

ghiacciolo mio amore

per un momento, ma solo per un momento sembrava che il caldo che ci attanaglia la gola volesse lasciarci respirare, ed invece eccomi di nuovo qua a cominciare a digitare in un bagno di sudore e calore che appanna gli occhiali e fa grondare la fronte.
che argomento quindi trattare di più indicato dei gusti personali in fatto di dolci estivi?
fino a qualche anno fa ero una grande estimatrice del gelato come la maggior parte della gente anche se ho sempre preferito in particolare i gelati alla frutta o al fior di latte.
il mio gusto preferito in assoluto era la spagnola, anche se non so se ha lo stesso nome in ogni parte d'Italia. si tratta di fior di latte affogato nell'amarena, possibilmente con delle belle e succulente amarene candite sopra: la goduria ultima sono gli spaghetti all'amarena, con sopra il sugo di amarena e le ciliege che rotolano verso il basso. il massimo.
poi sarà il caldo, sarà che ogni lustro si cambia gusto, sarà quel che sarà, ecco che sul fronte del gusto si è affacciato un nuovo imperatore: la granita. e da li ghiaccio a volontà: gratta checche, granite alla siciliana, ghiaccioli cubetti insaporiti e chi più ne ha più ne metta.
sempre più spesso capita che snobbi con sufficienza vaschette di gelato pur di accedere alla sospirata coppetta di granita, alla menta se fa molto caldo, al limone se ho molta sete, menta orzata o menta amarena se voglio osare quel qualcosa in più.
Ogni tanto faccio ancora una incursione nel mondo del gelato specie quando ci sono dei gusti particolarmente invitanti come il riso latte, o la cassata, e la sempre presente e mai dimenticata amarena arricchita, ma sono casi sempre più isolati, che nulla possono contro lo strapotere del ghiaccio con sciroppo.
mi sono addirittura fatta regalare la macchinetta tritaghiaccio ed appena arriva la stagione giusta ecco che compaiono i sacchetti che fanno i ghiaccioli per cominciare la folle tritatura: arancia limone e pompelmo per "lui", i già elencati sapori per me.
ma il massimo nella mia vita l'ho raggiunto quando mi sono trasferita a Roma dove esiste ancora un grattacheccaro, di quelli che con la lama grattano il ghiaccio e ti riempiono fino all'orlo il bicchiere per poi affogarlo nello sciroppo di tua scelta.
una cosa che da sola vale il trasferimento in questa città, a dispetto del resto.

1 commento:

Odo ha detto...

E' vero! E' vero!
Niente è meglio di una bona, ghiaccia, saporita grattacheccha artigianale come la sanno fare qui a Roma!!!

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero