giovedì 21 giugno 2007

attento a ciò che desideri...


premetto che non vorrei essere tacciata di insensibilità, ma devo fare una affermazione che mi esce dal cuore: allora una giustizia esiste a questo mondo. dopo due anni di maledizioni, di accidenti e di auguri deleteri finalmente qualcuno ha dato fuoco al policlinico dove lavoro. Sono assolutamente dispiaciuta per lo scomodo che coinvolge tutti quei poveri pazienti che dovranno subire lo scomodi di un trasloco d'urgenza causa evacuazione d'urgenza; sono dispiaciuta per coloro che si sono spaventati, e che si sono preoccupati per se e per i propri parenti, ma credo proprio che quell'istituto, covo di vipere e di inciuci inestinguibili se lo sia meritato ampiamente.
e pensare che la giornata era anche cominciata un poco... diciamo debolmente.
nel senso che la parte debole era il mio intestino, che aveva iniziato con un tracollo mattutino che aveva continuato nella giornata con attacchi periodici che mi assalivano, ed assalgono per essere sincera, con tempi piuttosto brevi.
scusate l'interruzione.
dicevo, preoccupata dal non riuscire nemmeno a giungere nemmeno al lavoro, dopo aver finito di risistemare casa mi ero decisa a telefonate al lavoro per chiedere se nel pomeriggio si sarebbe lavorato; ultimamente si fa un intervento al giorno quindi sarebbero bastati i presenti nel pomeriggio per fare sono presenza in caso d'urgenza.
dato che al cellulare di servizio non rispondeva nessuno ho provato al telefono della sala è mi ha risposto uno degli anestesisti anziani che mi ha detto: ma non hai sentito niente? ma dove vivi? hanno messo una bomba al policlinico.
ora, lui non è esattamente una di quelle persone che se dicono una cosa del genere viene subito preso sul serio, perché, come si dice qui a Roma, è un gran cazzaro, di quelli che sparano cavolate a ripetizione, e che le spara anche credibili quindi se non stai attento ci credi anche alla fine.
questo il motivo per cui all'inizio ho cominciato con un ma dai, falla finita, su, insomma, ecc, quando però ha insistito alla fine ho dovuto crederci. però devo dire che mi ha lasciato al quanto sospesa, e devo confessare sorpresa piacevolmente.
alla fine sono anche riuscita a parlare con dei colleghi che m hanno specificato l'entità della cosa e rassicurato, sia sul fatto che non era successo nulla di grave a persone ma solo a cose, e sul fatto che per la giornata ero libera di stare in casa in balia del mio intestino.
scusate l'interruzione.
a quel punto ho guardato i vari telegiornali per rendermi conto di quello che era successo e devo dire che non sono proprio riuscita e togliermi di dosso una leggera sensazione di soddisfazione, come una leggera felicità di cui mi sento onestamente colpevole, ma solo un poco.
in fondo alla fine nessuno ci ha rimesso, perché per l'ospedale c'è l'assicurazione e ogni riparazione è solo un miglioramento in quel posto cadente, i pazienti sono stati tutti portati al riparo ed al sicuro, e noi dipendenti, per qualche giorno saremo forniti di riposo e tranquillità per qualche giorno, specie quelli di noi che sono reperibili.
diciamo allora che possiamo goderci questo afflato di gioia che ci da l'essere senza lavoro per qualche giorno pagando qualche grammo di senso di colpa.

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