mercoledì 16 maggio 2007

oggi è una giornata migliore, e ne voglio approfittare per parlarvi dei miei bambini. Non sono quelli che si possono chiamare figli, visto che si tratta di gatti, ma sono la stessa cosa per me, li amo immensamente e senza di loro tante cose non sarei riuscita ad affrontarle ed a superarle.
La prima di cui vi parlo è Morgana, la vecchiarella della famiglia. Ha cinque anni e come dice il mio compagno è la più "flaffosa" di tutti.
Andammo a sceglierla in una casa, dove una gatta nera aveva conosciuto un Sacro di Birmania producendo una cucciolata al quanto variegata. Lei non solo era nera, anche se nera finta visto che sotto è bianca e più passa il tempo e più diventa bianca, ma aveva anche una particolarità tutta sua: la sua coda è torta in due punti e corta, tanto che sembra di avere una gatta col joystic al posto della coda.Lei è una gatta particolare, soprattutto nel carattere; è scontrosa, e rabbiosa a volte con gli altri gati di famiglia, ma con noi è dolce anche se non coccolosa. La cosa più particolare è che quando stiamo male, io o il mio compagno, lei ci sta subito alle costole, attaccata a noi sul letto, accoccolata alle nostre costole, possessiva come una regina. Per il resto si fa coccolare solo quando e dove vuole lei, perché lei è la padrona di casa, è chiaro.
Il secondo arrivato in casa è stato Merlino, il mio patatone di casa. L'ho trovato in una mattina di agosto abbandonato fuori da un gattile, all'interno di un trasportino. Aveva solo 15 giorni ed era piccolo come un topolino, nero come la notte e con due occhi azzurri e luminosi che mi guardavano del fondo della gabbietta mentre lui mi soffiava feroce come un piccolo topolino impaurito.
Quando lo presi con me, pensavo che fosse paralizzalo nella parte posteriore che non muoveva quasi, ma poi ci accorgemmo che il problema era nella sua povera codina. Gli era stata rotta, e il dolore gli impediva di muoversi. Lo portammo di corsa dalla nostra veterinaria che dovette amputargliela e per un po' tememmo che questo gli avrebbe causato problemi di equilibrio, ma in realtà non gli è mai pesato un gran che ed oggi, da quel topolini che stava tutto in una mano, è venuto fuori uno splendido gattone di cinque chili, lucido come una lontra ed affettuosissimo. Innamorato di me, non mi lascia sola nemmeno un minuto, seguendomi ovunque, anche al bagno, e dormendo assieme a me, assumendo addirittura le mie posizioni nel sonno. Ha un unico grosso difetto, no anzi due: il primo è che si abbuffa di pappa ogni volta che la verso e poi mi vomiticchia per casa, ma oramai sono abituata a questo quindi quando succede, aspetto che abbia finito armata di disinfettante e carta e pulisco; il secondo difetto è che poccia. Dato che è stato abbandonato da piccolissimo non è stato svezzato quindi gli è rimasto questo difetto di pocciare chiunque lo prenda in braccio, e lo poccia fino a che sonno non sopraggiunge, al che è il più dolce gattone di questo mondo addormentato come un cucciolino.
L'ultima arrivata in famiglia è Sardil. Era stata abbandonata di fronte a casa di un'amica che sapendo del mio "desiderio di maternità" volendo un nuovo cucciolo mi ha portato questa piccola selvaggia, che poi tanto cucciola non era più avendo almeno tre mesi quando si è unita alla famiglia. Lei è la più gatta di famiglia, indipendente, ben poco disposta alle coccole, , si è comunque affezionata alla famiglia in modo che io di notte non possa dormire senza avere almeno due, quando non tre, pellicce addosso che ronfano beate e si allargano occupando il mio spazio vitale.Lei ultimamente ha sviluppato un lato caratteriale che purtroppo crea qualche problema in casa: ha visto un gattone selvatico che ogni tanto capita sotto alle mie finestre ed impazzisce: soffia e picchia gli altri due, che non capiscono, come se fosse impazzita e ci tocca chiuderla nel bagno fino a che non si è calmata, e nel frattempo ci tocca pulire gli schizzi di pipì che ha lanciato mentre si sentiva minacciata dagli altri due.
Quello che ci rimane peggio in tutto questo è Merlino, che l'ha adottata come fosse una figlia e che dodo com'è non riesce a capire il suo comportamento, continuando a cercarla per calmarla.
Bene, questi sono i miei pezzettini di cuore, le cose a cui tengo di più oltre al mio compagno della famiglia che mi sono costruita con tanta fatica, coloro che mi aiutano ad andare avanti ogni giorno.

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