venerdì 4 maggio 2007

Oggi che giornata è?

Piove. e come sempre quando piove mi pare di avere qualcosa come duecento anni, che mi pesano su ogni giuntura, su ogni osso ed ogni muscolo del corpo.
In più è come se ogni goccia che cade andasse ad inumidirmi l'anima, bagnando anche il mio umore, lasciandomi con un che di umido, di stantio addosso, e mi sento così veramente, pesante, umida e stantia.
Sono meteopatica da quando ero bambina, con alti e bassi legati al tempo più che ad ogni altra cosa, e non mi state vicini se tira un vento di tempesta senza che piova!!! Potrei cercare di azzannarvi alla gola solo perché avete parlato.
Però la pioggia è diversa: è una sensazione di peso che prende l'anima, che ci abbassa e che nello stesso momento ci avvicina alla terra.
Quell'odore particolare, di foglie macerate, di terra pregna, anche di escrementi bagnati, odori tipici della campagna che chi, come me, è cresciuto nei campi sa essere tipico della pioggia; sono odori che anche ora, che vivo in una città in cui la campagna è solo qualche parco in giro per l'urbe, tornano ad assalirmi la memoria ed a riportarmi da dove sono venuta via.
Sono odori che mi ricordano piogge torrenziali, corse in mezzo all'acqua e balli nel gelo, fradicia di acqua e gelata fin nelle ossa ma incredibilmente felice di essere li in quel momento.
allora perché quello che ricordo è così differente da quello che sento ora? Dove è finita quella gioia di correre nell'acqua scrosciante, di lasciare perdere la ragione e di ubbidire solo all'istinto?
Sono anche io una vittima dello scorrere del tempo o si tratta solo di una pigrizia dell'anima che come una marea sale di anno in anno spegnendo il ricordo e il desiderio di tanta incoscienza?
L'ho, detto, la pioggia mi rende pesante e stantia, come i miei discorsi, come i miei pensieri.
speriamo solo che domani il sole riscaldi questo tappeto umido e faccia evaporare la melanconia che lo riempie.

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