lunedì 28 maggio 2007


Fine settimana pigro, fine settimana lungo, fine settimana brutto. Questo è stato il primo fine settimana completamente tappato dal mal tempo da quando ho cominciato la mia vita di reclusa, ma devo dire che mi ha fatto più piacere di quelli solari n cui il caldo mi soffocava ed il bel tempo magari invitava al mare dove io non posso andare assolutamente.
Anche oggi piove, e devo dire che fa anche un piacevole fresco, tanto che ho messo il maglioncino sulla canottiera fresca che uso in questi giorni, ma che devo dire, non mi dispiace assolutamente. Io sono sempre stata una amante delle mezze stagioni, quando il calo solletica le gambe a spogliarsi ma richiede il maglioncino sulle spalle, quando le gonne leggere svolazzano e il cotone carezza la pelle caldo e protettivo ma non eccessivo come la lana. Devo ammettere che mi mancano molto le primavere di quando ero più giovane, quando improvvisamente pareva che gli unici colori giusti per vestirsi fossero i blu i bianchi ed i pastello, quando le calze a rete facevano la prima comparsa dopo un inverno di collant pesanti e calzettoni, quando le gonne si accorciavano e allargavano divenendo leggeri sbuffi attorno alle gambe. Allora c'erano ancora i cappelli di paglia sulle teste delle signore eleganti e su quelle di noi bimbe di buona famiglia, una abitudine che amo anche adesso ma che purtroppo ho sempre meno modo di mettere in opera, un poco perché i cappelli se sono belli costano parecchio, un poco perché facciamo una vita talmente veloce e senza tempo che lo scopo viene a mancare.
Quando ero piccola vivevo al mare e li questo cambio era evidente come non mai, con l'improvvisa sparizione dei maglioni e la comparsa dei k-way al posto dei giacconi pesanti, con le leggere piogge che facevano venire la sottile pelle d'oca sulle braccia nude, l'odore dei fiori invadeva le strade sabbiose che venivano pulite in previsione della stagione estiva.
Devo dire che mi manca molto quel posto, adoravo vivere vicino al mare, con l'odore della salsedine che riempiva ogni momento della tua vita, la vista delle onde che cullava ogni giorno, sia che fosse un mare irato e scuro, sia che fosse una tavola di cristallo azzurro. La sabbia diventava una parte della tua esistenza, infilata tra le pagine di un libro o sotto i denti mentre mangi una caramella all'aperto, ogni volta che spazzi casa o che apri la macchina.
Adoro ed adoravo il mare e li mi sento sempre bene, come se fosse il mio elemento naturale, e quando posso fare il bagno nel mare per me è come immergermi in un abbraccio familiare.

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